Apicoltura Nomade

Cosa si intende per Apicoltura Nomade ?

L’apicoltura nomade è una pratica, utilizzata da molti apicoltori in Italia, che prevede lo spostamento delle colonie di api da un luogo all’altro in cerca di fioriture stagionali. Questo approccio all’apicoltura offre molteplici vantaggi, ma richiede anche una gestione attenta e una comprensione approfondita delle esigenze del nostro insetto preferito.

Quali sono i benefici dell’apicoltura nomade ?

Questo tipo di pratica offre diversi vantaggi sia per le api che per gli apicoltori. Uno dei principali è la possibilità di sfruttare al massimo le fioriture stagionali, portando gli alveari nelle zone in cui c’è abbondanza di una determinata tipologia di nettare.Questo ci permette di poter fare differenti tipi di mono-flora come: Arancio, Castagno, Eucalipto, Melata, Acacia, Sulla, Tiglio e Ciliegio. Inoltre la movimentazione delle api contribuisce anche alla loro salute generale, esponendole a una maggiore diversità di fonti di polline e riducendo il rischio di attacchi da parassiti (varroa) e malattie che potrebbero accumularsi in un’area specifica.

Quali sono le difficoltà che incontra un apicoltore che pratica il nomadismo ?

L’apicoltura nomade presenta alcune sfide uniche che richiedono una gestione attenta degli spostamenti, conoscenza delle fioriture di interesse apistico e conoscenza dei luoghi ideali dove spostare le proprie arnie. Le principali difficoltà si incontrano nella mobilitazione degli alveari. Gli spostamenti vengono fatti solitamente di notte, quando tutte le api di ogni singolo alveare sono rientrate nell arnia in concomitanza dell’abbassarsi del sole e del successivo abbassamento delle temperature.
In passato la mobilità veniva fatta manualmente, ogni singolo alveare viene chiuso e poi riposto su di un autocarro. Ad oggi, invece per facilitare il lavoro, utilizziamo delle gru pneumatiche che servono appunto per riporre gli alveari sull’automezzo. Oltre alla movimentazione, c’è la scelta dei posti e delle fioriture su cui portare i nostri”gregi” di api. A tal proposito vengono scelti posti ed anche la pianificazione degli spostamenti viene dettata dalle varie fioriture che si susseguono durante l’anno. Dulcis in fundo, non per importanza, nel periodo di permanenza c’è la necessità del continuo monitoraggio degli apiari, per prevenire problemi come la sciamatura, la varroa,
La peste europea e giusta alimentazione delle api nel caso in cui ci fosse carenza di nettare o di polline.

L’apicoltura nomade rappresenta un’interessante modalità di allevamento delle api che offre diversi vantaggi sia per le api che per gli apicoltori. Spostarsi da un luogo all’altro in cerca di fioriture stagionali consente alle api di accedere a una varietà di fonti di cibo e può aumentare la salute degli alveari e a contempo anche la produzione di miele.
Per cui noi apicoltori nomadi possiamo definirci veri e propri pastori che portano le proprie api al “pascolo” sulle diverse fioriture di stagione!

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