L’apicoltura nomade presenta alcune sfide uniche che richiedono una gestione attenta degli spostamenti, conoscenza delle fioriture di interesse apistico e conoscenza dei luoghi ideali dove spostare le proprie arnie. Le principali difficoltà si incontrano nella mobilitazione degli alveari. Gli spostamenti vengono fatti solitamente di notte, quando tutte le api di ogni singolo alveare sono rientrate nell arnia in concomitanza dell’abbassarsi del sole e del successivo abbassamento delle temperature.
In passato la mobilità veniva fatta manualmente, ogni singolo alveare viene chiuso e poi riposto su di un autocarro. Ad oggi, invece per facilitare il lavoro, utilizziamo delle gru pneumatiche che servono appunto per riporre gli alveari sull’automezzo. Oltre alla movimentazione, c’è la scelta dei posti e delle fioriture su cui portare i nostri”gregi” di api. A tal proposito vengono scelti posti ed anche la pianificazione degli spostamenti viene dettata dalle varie fioriture che si susseguono durante l’anno. Dulcis in fundo, non per importanza, nel periodo di permanenza c’è la necessità del continuo monitoraggio degli apiari, per prevenire problemi come la sciamatura, la varroa,
La peste europea e giusta alimentazione delle api nel caso in cui ci fosse carenza di nettare o di polline.